Tariffe e ricarica notturna: cosa dice l’Autorità per l’Energia?

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Sono tante le misure che gli enti pubblici hanno messo in campo per favorire la mobilità elettrica. Come sappiamo infatti, l’avvio di nuovi settori richiede solitamente il ricorso a meccanismi incentivanti che costituiscano un volano iniziale nel abbattere le barriere di ingresso che caratterizzano nuovi mercati.

Nel percorso che porta alla transizione dalla mobilità tradizionale a quella elettrica, oltre al Governo e alle Regioni, gioca un ruolo importante anche l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) che si occupa di tutelare gli interessi dei consumatori. Tra le iniziative più importanti portate avanti dall’Authority ci sono sicuramente la riforma delle tariffe domestiche e il piano sperimentale per la ricarica notturna, mentre per il momento la questione della ricarica pubblica rimane una questione “spinosa”, nonostante le pressioni della politica.

 

Riforma delle tariffe domestiche

Una grande conquista per la mobilità elettrica è stata sicuramente la riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici, completata nel 2020, in attuazione del decreto legislativo n.102/14. Questa opera è il frutto di anni di lavoro da parte di ARERA e permette agli utenti di risparmiare sui propri consumi ed inoltre favorisce la diffusione di tecnologie come i veicoli elettrici che con la precedente struttura di costi erano penalizzate.

L’ultimo tassello è stato posto nel 2020, con l’eliminazione dell’ultimo scaglione ancora presente tra gli oneri generali di sistema. In precedenza l’Autorità per l’Energia aveva già proceduto all’eliminazione della progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

 

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Piano sperimentale per la ricarica notturna

 

auto elettrica aziendale

 

Se acquisto un’auto elettrica devo avere un contatore da 6kW?
Questa è una delle domande più frequenti che i nostri clienti ci pongono e l’autorità ha cercato di dare una risposta proprio a questa domanda.

Infatti, sempre con lo scopo di agevolare il passaggio a una mobilità più sostenibile e a minor impatto di CO2, ARERA ha avviato una sperimentazione finalizzata a facilitare la ricarica nelle fasce orarie notturne e festive.

L’iniziativa è rivolta a chi ricarica un veicolo elettrico in luoghi non accessibili al pubblico. La propria abitazione (principale o secondaria), ma anche piccoli studi professionali o esercizi commerciali, posti auto non collegati elettricamente all’abitazione, piccoli laboratori artigianali e magazzini.

Le persone che decideranno di entrare nel piano sperimentale potranno ricaricare i propri veicoli elettrici in modo più rapido e senza costi aggiuntivi conseguenti alla maggiore disponibilità in termini di potenza.

La misura infatti prevede di incrementare fino a 6 kW la potenza disponibile nella fascia F3 ai punti di connessione con potenza contrattualmente impegnata fino a 4,5 kW.

Non si paga dunque l’attivazione del contatore a maggiore potenza e si può beneficiare dei 6 kW nelle fasce orarie notturne, dalle 23 di sera fino alle 7 del mattino successivo, di domenica e nei giorni festivi

Per partecipare a questa iniziativa bisognerà presentare una richiesta di ammissione al GSE a partire dal 3 maggio 2021 e fino al 30 aprile 2023, mentre il piano sperimentale vero e proprio inizierà il 1° luglio 2021 e terminerà il 31 dicembre 2023.

 

 

 

Decreto Semplificazioni e tariffe ricarica pubblica

 

ricarica auto elettrica

 

Con l’arrivo del decreto Semplificazioni sembrava ormai prossimo il taglio delle tariffe di ricarica pubblica. In questa misura infatti la politica aveva prescritto ad ARERA di stabilire tariffe per l’elettricità destinata alle colonnine pubbliche tali da assicurare un costo dell’energia elettrica non superiore a quello previsto per i clienti domestici residenti.

La diminuzione delle tariffe di ricarica pubblica si è resa necessaria in quanto fare il “pieno” alle colonnine costa quasi il doppio di quello a casa. Ma, purtroppo, almeno per il momento ARERA ha stoppato l’iniziativa.

L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha esposto varie motivazioni per sostenere il proprio punto di vista, in particolare ha fatto riferimento alla normativa comunitaria attualmente vigente, in base alla quale l’assetto del mercato elettrico è pienamente liberalizzato. Risulta subito chiaro che in questo contesto l’inserimento di una “tariffa fissa” va in contrasto con un sistema aperto alla libera concorrenza.

 

Nonostante questo stop la mobilità elettrica non è mai stata così conveniente per questo noi di EOST, grazie alla nostra esperienza nel settore dell’energia, siamo al tuo fianco per aiutarti a trovare l soluzione migliore per le tue esigenze.

 

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